Open innovation

Open innovation: cos’è, modelli e come gestirla

L’open innovation è il modello con cui un’azienda innova aprendosi a fonti esterne (startup, università, partner, dipendenti) invece di contare solo sulla ricerca interna. In questa guida: cos’è, quali modelli esistono e come governare un programma senza perdere la tracciabilità.

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Dalla candidatura alla selezione Funnel di una call aperta 128 41 9 Candidature Valutate Selezionate Open innovation attiva Scouting startup ricerca di soluzioni esterne 42 Call for ideas candidature esterne aperte 128 Challenge con partner co-creazione in corso 6
In questa guida imparerai
  • Che cos’è l’open innovation e quali modelli esistono
  • Perché l’adozione è alta ma i risultati restano fermi
  • Come governare una call aperta senza perdere tracciabilità
  • Gli errori da evitare quando apri l’innovazione

Grandi organizzazioni italiane hanno scelto blendX per governare l’innovazione.

LeonardoCDPPoste ItalianeSogeiELIS
In breve
Che cos’è l’open innovation?
Il modello con cui un’azienda innova aprendosi a fonti esterne (startup, università, partner) oltre alla ricerca interna.
Quanto è diffusa in Italia?
La pratica l’86% delle grandi imprese, ma la quota è ferma da tempo: adozione alta, resa molto meno.
Quali modelli esistono?
Inbound (outside-in), outbound (inside-out) e coupled, cioè la co-creazione continuativa con partner esterni.
Come si gestisce senza caos?
Con challenge e call for ideas in un unico posto governato, valutatori multipli e audit trail, non su fogli sparsi.
Definizione

Che cos’è l’open innovation, e in cosa cambia rispetto all’innovazione chiusa?

L’open innovation è l’approccio con cui un’organizzazione innova facendo entrare conoscenza, tecnologie e soluzioni dall’esterno (startup, università, fornitori, dipendenti) e, quando conviene, portando fuori idee e asset non sfruttati. A differenza dell’innovazione chiusa, dove tutto nasce e resta dentro l’R&D, tratta i confini dell’azienda come permeabili: il valore può arrivare e uscire da più direzioni, purché il flusso sia governato.

86%delle grandi imprese pratica l’open innovation, ma la quota è fermaOsservatori, Politecnico di Milano
8%ha un modello di misurazione strutturato con metriche definiteOsservatorio Startup Intelligence, Politecnico di Milano
17%misura gli impatti dell’innovazioneOsservatori, Politecnico di Milano

Dati da fonti indipendenti e verificate · Politecnico di Milano

Che cos’è l’open innovation e quali modelli esistono?

L’open innovation è un modo di innovare che rompe i confini del reparto R&D: l’azienda fa entrare conoscenza e soluzioni dall’esterno (startup, università, fornitori, dipendenti) e, in certi casi, porta fuori idee che internamente resterebbero ferme. Non è una moda organizzativa: è un modo di lavorare che prende tre forme principali.

ModelloCome funzionaQuando usarlo
Inbound (outside-in)Porti dentro idee e tecnologie esterne: scouting, call for ideas, challengeQuando cerchi soluzioni che non hai in casa
Outbound (inside-out)Porti fuori idee e asset non sfruttati: licenze, spin-off, cessioniQuando hai proprietà intellettuale ferma da valorizzare
Coupled (co-creazione)Co-sviluppi in modo continuativo con partner, università e startupQuando serve una relazione stabile, non un singolo progetto

Fonte: Open innovation, la guida, Osservatori, Politecnico di Milano

Perché l’adozione è alta ma i risultati restano fermi?

In Italia l’open innovation è ormai mainstream: la pratica l’86% delle grandi imprese. Il punto è che la quota è ferma da tempo, e apertura non significa resa. Poche organizzazioni governano davvero il flusso di proposte: solo l’8% ha un modello di misurazione strutturato e appena il 17% misura gli impatti dell’innovazione. Il risultato è tanta attività e poca evidenza di ritorno.

Gli errori tipici quando apri l’innovazione

Aprire l’innovazione non basta: la differenza la fa il modo in cui si governa il flusso di proposte. Sono pochi errori ricorrenti, tutti evitabili.

  • Lanciare una call senza un problema circoscritto, e ritrovarsi idee generiche.
  • Raccogliere le candidature esterne per email, dove si perdono e non si confrontano.
  • Affidare la valutazione a una sola persona, senza criteri espliciti.
  • Non conservare un audit trail: a mesi di distanza non sai chi ha proposto e deciso cosa.

Perché un foglio condiviso non regge una call aperta

Una call for ideas aperta all’esterno moltiplica proposte, valutatori e passaggi: serve un posto solo in cui tutto resti tracciato, dalla candidatura all’esito. È il salto che un foglio condiviso non regge. Su blendX challenge, candidature, valutazioni e portfolio vivono insieme, con storia e audit trail, in cloud europeo (GDPR) e con un modello di prezzo per moduli e non per utente.

Come impostare e governare un programma di open innovation

Governare l’open innovation non richiede strumenti complicati, ma una sequenza chiara: dalla sfida alla candidatura, dalla valutazione al portfolio, con tracciabilità a ogni passaggio.

  1. 1
    Definisci la sfida, non solo il temaParti da un problema di business circoscritto: una challenge con un perimetro chiaro raccoglie candidature pertinenti, non idee generiche.
  2. 2
    Apri la call alle candidature esterneFai arrivare proposte da startup, fornitori e team interni con un unico punto di ingresso, non sparse tra email e allegati.
  3. 3
    Coinvolgi più valutatoriAssegna ogni candidatura a valutatori diversi con criteri espliciti, così il giudizio non dipende da una sola persona.
  4. 4
    Tieni la tracciabilità di ogni passaggioChi ha proposto cosa, chi ha valutato e con quale esito: un audit trail che un foglio condiviso non conserva.
  5. 5
    Porta gli esiti dentro il portfolioLe proposte selezionate diventano iniziative governate, con stadi e metriche, non file che si disperdono.

Cosa serve per governare una call aperta

ConsigliatoblendXFoglio condivisoForm gratuito
Raccogli le candidature esterne in un unico posto?link sparsi
Più valutatori con criteri espliciti?
Audit trail di chi ha proposto e valutato?da ricostruire
Le proposte diventano iniziative governate?
I dati restano in cloud europeo?dipende

Domande frequenti

Che cos’è l’open innovation?

È l’approccio con cui un’azienda innova aprendosi a fonti esterne (startup, università, fornitori, dipendenti) invece di affidarsi solo alla ricerca interna, facendo entrare conoscenza e soluzioni e, quando conviene, portando fuori idee non sfruttate.

Quali sono i modelli di open innovation?

Tre principali: inbound (outside-in), dove porti dentro idee e tecnologie esterne; outbound (inside-out), dove valorizzi all’esterno asset fermi; e coupled, la co-creazione continuativa con partner, università e startup.

Che differenza c’è tra open innovation e innovazione chiusa?

Nell’innovazione chiusa tutto nasce e resta dentro l’R&D. Nell’open innovation i confini dell’azienda sono permeabili: il valore può arrivare da fuori ed essere portato fuori, purché il flusso di proposte sia governato e tracciato.

Come si governa un programma di open innovation?

Partendo da sfide circoscritte, aprendo le call alle candidature esterne su un unico punto di ingresso, coinvolgendo più valutatori con criteri espliciti, conservando un audit trail di ogni passaggio e portando le proposte selezionate dentro un portfolio governato.

blendX serve a gestire l’open innovation?

Sì: blendX tiene challenge, candidature esterne, valutazioni e portfolio su un’unica piattaforma governata, con storia e audit trail, in cloud europeo e con un modello di prezzo per moduli e non per utente.

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